La produzione altarese in Argentina

Nell’immediato dopoguerra, un gruppo di altaresi matura la decisione di sviluppare nuove iniziative nel campo vetrario. Si presentano opportunità in Turchia, Venezuela, Brasile, ma alla fine prende consistenza il progetto della realizzazione di una vetreria a San Jorge, provincia di Santa Fé, Argentina.

L’avventura in Argentina inizia il 22 settembre 1946, quando su “La Nuova Stampa” di Torino appare un annuncio di Baldo Guidi “Argentina recandomi vaste conoscenze accetto rappresentanze incarichi”. Risponde pochi giorni dopo all’annuncio Gino Visani, tecnico dell’officina meccanica della Società Artistico Vetraria, proponendo un progetto redatto da alcuni giovani altaresi.

Il gruppo si andrà poi formando sulla base di due principali motivazioni: la condivisione dello spirito dell’impresa e la necessità di comporre una squadra che copra tutte le competenze tecniche necessarie per la realizzazione, l’avviamento e la gestione di una vetreria basata sulle tecniche tradizionali di lavorazione artigianale del vetro e del cristallo.

L’aggregazione del gruppo avviene quindi soprattutto sulla base delle motivazioni e delle competenze: tra i 14 componenti che alla fine migreranno in Argentina soamente quattro appartengono alle famiglie dei vetrai altaresi. Ancora una volta gli altaresi si sposteranno in gruppo, come i loro consaguinei delle precendenti migrazioni.

Dopo aver preso contatti con l’Argentina il gruppo si consolida, e il 25 maggio 1947, ad Altare, in località Boglietto, si costituisce il gruppo C.T.O.V.A. (Complesso di Tecnici Operai Vetrai Altaresi), che più semplicemente verrà poi denominato Gruppo TOVA.

I primi 16 componenti stipulano tra di loro un patto che stabilisce gli scopi dell’iniziativa, gli impieghi e gli obblighi di coloro che fanno parte del gruppo. Più avanti, il gruppo dei partecipanti si ridurrà a 14 componenti: Virginio Bazzano, Gerardo Bormioli, Isidoro Bormioli, Aldo Buzzone, Adrco De Biasi, Anselmo Gaminara, Pietro Gaggino, Carlo Garambollo, Edoardo Pioppo, Carlo Rebellino, Carlo Rotazzo, Vinicio Saroldi, Rinaldo Scarrone e Luigi Visani.

Il viaggio inizia il 6 settembre 1947 per Vinicio Saroldi, che parte in aereo da Roma, ma per un guasto all’aereo resterà 6 giorni a Lisbona, arrivando a Buenos Aires il 13; per gli altri la partenza fu l’8 settembre 1947 dal porto di Genova. Il 24 settembre la motonave “Mendoza” giungerà in Argentina, ad un anno preciso dalla prima lettera di Gino Visani al Dott. Guidi.

Gli oggetti esposti in Museo legati a questa produzione mostrano la capacità delle maestranze altaresi di unire alla propria tradizione il gusto e la cultura autoctona con cui entrano in contatto che interesserà la forma, la decorazione e la tecnica.


A.a.V.v., I vetrai di Altare in Argentina, De Ferrari,  Genova, 2010.